Il fatto è che sto con un venticinquenne per non ritrovare i comportamenti dei miei coetanei. Non capisco perché, ma il mio calcolo era sbagliato. Saranno gli uomini ad essere tutti uguali?


Insomma sono a Sanremo. Mi scoppia la testa, la preside puzza di merda e oggi non ce la facevo più a stare in treno.
Sono buttata sul letto dell’hotel circondata da fogli, non devo mollare, domani alle 15.10 avrò finito tutte e tre le prove.
Mi chiedo che cazzo si stiano festeggiando i miei “concorrenti” nella stanza affianco.
Ok fumo una sigaretta e continuo a ripetere.
E a ripetermi che ce la posso fare.


Scusate la mia assenza. Forse Tumblr non fa quasi più per me, forse sto “guarendo”. Ma chi lo sa.

Ieri Livio mi ha fatto vedere “Il favoloso mondo di Amélie”, un bel film per l’amor del cielo, ma quella era sociopatica. Sei mesi fa mi ci sarei rispecchiata troppo.

Domani parto per Sanremo. Una settimana senza nessuno a sostenere delle prove. Devo farci bella figura sia con la commissione che con la mia scuola. Sto rappresentando una scuola. Millecinquecento persone, professori e preside (che se sa chi sono mi butta sotto al treno).

Mi scivola addosso. Ho studiato per modo di dire. Ho sei ore di treno, mi ripeto.

Menefreghismo, tranquillità, superbia, filosofia? Cos’è? Dov’è il mal di stomaco, le crisi di panico? Arriveranno domani mattina?

Prendiamola come viene.